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martedì, 25 gennaio 2005
Case del Dolore... Case del piacere... Sesso... Fetish... Orgasmo
Ci sono case del piacere estremo, ci sono case del dolore estremo; l’immortalità a lungo andare stanca, fa impazzire se non lo sei già e, ogni giorno qualcuno si inventa qualcosa di nuovo per andare avanti, alcuni di noi, quando non ce la fanno più, si lasciano andare al caldo abbraccio della luce del sole ed in un attimo sono cenere, solo cenere, niente più. Nelle case del piacere, provi il paradiso, bevi sangue dolce e fresco, senti corpi caldi che scaldano il cuore arido in un’orgia di sesso incontenibile, mordi colli giovani, scopi e ti fai scopare come meglio credi, nelle case del dolore, ritrovi la rabbia, quella che ti fa andare avanti, quella che non ti fa impazzire,quella che ti ricorda come sei nata tra i corpi macilenti dove ti hanno lasciata, lì il sesso è violento, estremo, ti portano al limite e ti lasciano lì appagata. Sono nuda, sono pronta, guardo il mio corpo nello specchio, i capelli sciolti, la croce capovolta tra i seni, bagno un dito con la mia saliva, lo passo in mezzo alle gambe, sento i miei umori, li assaggio, sono già eccitata, mi tocco ancora, sono pronta, un ultimo tiro alla polvere bianca per dimenticare ancora perché esisto poi mi avvio, il corridoio è buio, solo la luce in fondo, quando arrivo mi stanno già aspettando, la stanza è rossa, mi legano i polsi dietro la schiena, sono in cinque, mascherati, mi bendano, sento un rumore di catene, poi un dolore acuto ai glutei, urlo, vengo spinta a terra, cado in ginocchio, sento un altro colpo alla schiena, un altro e un altro ancora, sento il calore delle ferite, qualcosa mi entra in bocca, caldo, grande, mi penetra a fondo quasi a togliermi il respiro che non ho, è un cazzo immenso, mi bagno ancora solo a pensare cosa potrebbe farmi se entrasse. Sento il rumore di una porta che i apre, sento la mano del mio profanatore che cerca di spingermi sempre più a fondo il suo pene nella gola, sento rumore di tacchi che vagano nel buio, sento un colpo di frusta, il grido di un’altra ragazza, ancora colpi di frusta. La sua voce, calda, sento il sapore del suo sangue, è umana non è come me, cosa ci fa qui? Come spera di uscire viva? Vengo presa per i capelli, trascinata, non urlo, non do mai questa soddisfazione, di colpo, mi ritrovo sangue caldo in bocca, lo lecco avidamente, è dolce, è il sangue delle ferite di lei che mugola al mio fianco, l’uomo dietro di me, mi tiene per i capelli, sento che anche a lei, profanano la gola, la aprono con quel meraviglioso cazzo che prima mi gustavo. Mi sto eccitando da paura, sento le mie labbra bagnatissime mentre mi gusto il sangue della ragazza, e continuo a succhiare anche quando qualcosa di grandissimo mi entra da dietro….
mercoledì, 20 ottobre 2004
Risvegli
il camino era spento quando mi sono alzata, Claude dormiva profondamente, un braccio gli penzolava fuori dal letto, il suo respiro era lento, la sua espressione felice, mi sono sembrate quelle scene da film di serie b americano, magari con Tracy Chapman che canta "Bridges", io che mi rivesto, ho sete, ma non ho voglia di benere, soprattutto dopo aver fatto l'amroe in quel modo, mi sembrerebbe disgustoso, mi giro, lo guardo ancora, vado verso la porta, esco....
mi lascio la notte alle spalle camminando un pò per la città, nella mia testa, pensieri, parole, confusione e la Chapman....
martedì, 19 ottobre 2004
Claude
un duo formato da una dolce e sensuale cantante ed un ragazzo di colore, eseguono pezzi magnifici nel ristorante, Claude, è un pò impacciato con il cibo, sarà perchè me ne sto li a guardarlo senza toccare niente, con le mani si aggiusta gli occhiali, i capelli leggermente brizzolati, si gira verso il duo, la canzone di Abra Moore illumina i suoi occhi, durante Colorblind dei Counting Crows, mi prende la mano, sorrido e abbasso gli occhi, mi chiede perchè sono lì con lui, volgo la testa da un'altra parte, Tracy Chapman meravigliosamente cantata dalla ragazza spegne ogni mia risposta, "non riesco a stare senza di te", mi dice, "sai della mia allergia alla luce del sole" rispondo io, abbassa lo sguardo, "che vita sarebbe la tua con me?",stringe la mia mano ancora più forte, "ma sei qui con me" continua senza guardarmi negli occhi, "per l'ultima volta", rispondo...
la mia mano scivola via dalla sua che si richiude a pugno, non voglio, non devo, mi ripeto, sono già caduta nelle trame dell'amore, non posso farlo ancora, il suo sguardo mi fa male, trafigge il mio cuore fermo, ferma il mio respiro gelido, stringo un fazzoletto nella mano, distolgo gli occhi dai suoi...
"ti amo"
mormora le parole di cui avevo paura, cerca ancora la mia mano, faccio per andarmene scatta in avanti, mi afferra per il braccio, "Aylin....", "Claude.... io" ferma le mie parole con le sue dita sulle mie labbra, sento il suo calore, sento il suo cuore che batte per me, "non parlare ti prego" mi fa, si perde nei miei occhi, si avvicina lentamente, le sue labbra accarezzano le mie, alcuni bambini ridono, poi mi bacia, sento l'amore, sento il suo sapore, sento un pianoforte che suona, sento la ragazza che cambia tono, la canzone d'amore che intonano è per noi, chiudo gli occhi, mi perdo in quel bacio, vado un pò all'indietro, mi segue, la mia mano destra accarezza il suo viso, la mia vita e cinta dalle sue braccia e, siamo a casa sua, il camino è acceso, siamo già nudi, sono distesa a terra in tutta la mia bellezza, è sopra di me, esplora il mio corpo con la lingua, scende lungo le linee dell'amore, le mie dita nei suoi capelli, sente la mia voglia, gioca con il mio ombelico mentre stringe il mio seno destro, entra nel mio intimo con la dolcezza di un'ape che raccoglie polline, arcuo la schiena, gemo, sento il mio clitoride stimolato, "sei bravissimo" gli dico, sorride mentre accolgo il suo pene nella mia bocca e lo spingo fin dove posso stringendo le labbra, geme, respira affannosamente, chiama il mio nome più volte, accarezza i miei capelli, mi guarda mentre gli do piacere, continua a dirmi che mia ama, parole che mi fanno del male, è di nuovo su di me, mi prende, delicatamente, mi penetra, le sue mani sono lungo i fianchi, li stringono mentre si muove dentro di me, mi guarda negli occhi, le sue pupille tremano ed è forse questo l'amore? Mi sento tutt'una con lui, cedo sotto i suoi colpi, stringo le mie gambe intorno a lui,lo sento tutto dentro, lui mi bacia sul collo, mi veste di se e avvicina la sua vena pulsante vita alla mia bocca, di colpo, ho sete di lui, cerco di trattenermi, i denti, sfiorano appena la sua pelle, resta fermo,continua la sua penetrazione sempre con più forza, sto godendo da pazzi, sta godendo da pazzi, stringo con i canini la vena, poi la lascio, torno a baciarlo....
veniamo insieme gridando l'uno il nome dell'altro....
L'ultima canzone è stata "You - Evanescence"
domenica, 03 ottobre 2004
Il telefonino non ha mai smesso di squillare; ho contato 29 chiamate, tutte di Claude. Ho aperto e chiuso gli occhi per tutto il giorno, sonno disturbato, afoso, un incessante martellare di pensieri, vecchi ricordi, sfumature del passato, odore di sesso e di sangue.
Ennessima chiamata di Claude.
Chiudo gli occhi, mi ritrovo a passeggiare nella Londra del tardo '800, il mio accompagnatore aveva alzato il gomito, aveva visto una bella prostituta d'alto borgo e aveva deciso di portarla a casa, non immaginava, non immaginava, a quel tempo, era così che mi procuravo la carne, il sangue di cui avevo bisogno per sottrarmi alle pene della fame; camminando, la mia lingua leccava il labbro superiore sinuosamente, quando, mentre lui bofonchiava qualcosa, la sua carotide si gonfiava di liquido rosso cremisi, ad un angolo, l'ho spinto verso un vicolo, la mia sete aveva raggiunto limiti insopportabili, il suo cappello e il suo bastone sono caduti a terra, ho cominciato a leccare il suo collo, accarezzavo con la lingua la sua carotide, sentivo i suoi gemiti, mi eccitavano da pazzi mentre con la gamba strofinavo il suo pene, l'ho trascinato in un vicolo ancora più nel profondo, l'ho spinto a terra, come una gatta ho camminato su di lui, il suo fiato diventava vapore, la sua pattaa dei pantaloni stava per esplodere, la mia lingua ha esplorato a lungo la sua bocca, prima di scendere verso il suo pene, ho slacciato i bottoni, quando il pene è emerso, gli ho sorriso, lui ha ricambiato, ho cominciato a leccarlo da un lato, poi, un colpo veloce sul glande, "my God", l'ho sentito esclamare, poi l'altro lato, finchè ho spinto a forza tutto in fondo alla mia gola, succhiando avidamente, con passione, con foga, con voglia di cazzo....
senti tutto da lì, sapete? senti i battiti del suo cuore quando si avvicina l'orgasmo che aumentano, senti il pulsare del sangue spinto dalla pompa naturale che passano sotto la tua lingua, senti il sapore acido dei suoi liquidi, a volte, anche dolci; glielo rigo un pò con i denti, geme, prende la mia testa, spinge a fondo, un lavoretto come questo non glielo avevano mai fatto, poi mi alzo, scopro le mie vesti, mostro i miei seni, avanzo verso di lui, il suo respiro è vapore, il suo sangue è pronto, tiro indietro la testa mentre la mia zona pubica si mischia alla sua, mentre sento i suoi liquidi fondersi con i miei, mentre mi stringe più forte che può i seni, ed i miei canini spuntano alla luce della luna..... sto per assaggiarlo... sto godendo....
ma un urlo umano ci fa trasalire...lui striscia all'indietro, io balzo in piedi, in fondo al vicolo, 50, forse 60 metri davanti a noi, non riesco a distinguere, ci avviciniamo, l'odore di sangue invade il mio corpo, vedo un corpo steso a terra, forse di donna, piegato a carponi, un maschio credo, che avidamente divora il primo, si volta, si erge, è altissimo, il mio accompagnatore cerca di fuggire, il mostro davanti a me... ruggisce, i suoi capelli lunghi e neri, lisci come la seta ondeggiano , le sue mani, artigli, la sua pelle bianca che riflette il pallore della luna, i suoi occhi, rossi come il sangue, i suoi denti aguzzi, il suo ruggito agghiacciante, balza all'improvviso e blocca la fuga del mio accompagnatore, lui cerca di urlare ma, artigli taglieglienti come lame di rasoio trancianola sua gola spegnendo la sua vita, la camicia bianca che portava non ci mette molto a diventare rossa, cade a terra, la sua testa rotola di qualche centimentro, "bevi"....mi comanda, ancora eccitata, mi chino e comincio a leccare il sangue che cola dal collo, si china con me, avidamente insieme le nostre lingue bevono e festeggiano quel liquido rossovita, si intrecciano tra di loro in un bacio che è valsa la vita di due innocenti.....
Quella notte, mi ha preso con la forza inaudita di un Dio, aperta, brutalizzata, stuprata, ho gridato di dolore, di gioia, di lussuria, mentre il suo cazzo ha invaso tutti i miei possibili oggetti del desiderio ed il suo sperma gelido baciato il viso e i seni.
Mi ha lasciato lì, nuda, con i vestiti strappati immersa nel sangue.....e nello sperma.....
non l'ho mai dimenticato
domenica, 12 settembre 2004
Mattina, 10,30, la tapparella della finestra non era ben chiusa, un raggio, se pur debole di sole, filtrava e andava a sbattere contro la parete! Quanto avrei voluto aprire quella cazzo di finestra e godermi la luce del giorno.... ma non posso.. non posso! ho guardato per ore il ragio, muoversi, come se fosse dotato di luce propria, ha disegnato qualcosa sulla parete, senza senso, ma lo ha fatto, poi, ho avvicinato la punta del mio dito, leggermente, ho chiuso gli occhi, la carne ha cominciato a bruciare, l'ho tirato subito indietro ma, i miei occhi sono rimasti chiusi, il calore del sole, quanto tempo, un tepore che ricordo a malapena.
Ricordo i prati, ricordo le corse cn i miei fratelli, il lago, il bagno freddo, la mamma che ci chiamava, papà che preparava il formaggio fresco....
Quanto tempo
quanto tempo....
martedì, 31 agosto 2004
E' bastato poco anche questa volta, ormai sono anni. Prendo i più giovani, i più belli, tolgo loro un pò di vita, si svegliano solo con un pò di mal di testa e qualche ricordo confuso....
notte: bar, musica assordante, solo basso senza voce, impianto da schifo, una tequila sunrise sul tavolino, poi si avvicina, alto, camicetta slacciata di marca, ben vestito, bel sorriso, finiamo in macchina dopo solo mezz'ora, mi bacia avidamente, sento la sua lingua che esplora la mia bocca, sento la sua mano destra che si insinua sotto la mia maglia, la mano sinistra accarezza i miei capelli...
sa che posso ucciderlo? Sa quello che sto pe fargli?
passo una mano sui suoi pantaloni... sento il sangue che riempie il suo pene, mi eccito mentre chiama per se una divinità che non riconosco più come mia, ansima, mette le mani sulla mia testa e spinge, sento il suo pene che entra con violenza in bocca, lo faccio arrivare fin dove vuole lui, mi muovo al ritmo del suo respiro, sento il suo cuore attraverso il cuo cazzo, comincio a toccarmi, sono bagnatissima, uso la mia lingua sul suo glande, lo lecco, lo succhio, sta per eplodere mi fermo un attimo prima...... mi giro... offro a lui quello che anni addietro mi fu preso con la forza, mi metto a carponi, guido il suo fallo dietro di me.... mi piace il sesso contronatura.... sta entrando.... stringo i denti... sudore lungo il mio viso... dolore... stringo la mano sul sedile, non mi accorgo che le mie dita penetrano la stoffa, mi sta dilaniando, con la mano sinistra mi allarga le gambe, con la mano destra spinge sulla mi schiena e mi penetra, urlo...e gli chiedo di andare più a fondo... urlo ancora...lui continua... di più... sempre di più... la mia rabbia aumenta... ricordo quando mi presero con la forza in due....sento l'ano che mi si dilata... tutti i miei sensi stanno per esplodere....ero troppo per lui... mi viene dentro urlando.... vengo anch'io con lui... sento il fiotto di sperma che mi inonda....ed urlo ancora.
Cade alla mia sinistra semiaddormentato, ansima, la sua arteria è a tiro, la mia lingua, gusta ancora il sapore del suo liquido preseminale, giusto antipasto per la cena di stasera, sento il liquido caldo bianco che mi ha invaso cominciare a gocciolare... "è stato fantastico mi dice...." mentre guarda la croce nera capovolta tatuata tra i miei seni...."cosa significa?" mi dice sfiorandola..."ssshhhh"... gli faccio io... dormi....
ho gustato il suo sangue dolce finchè ho potuto, il suo calore rossovita, ho succhiato le mie dita, mi sono masturbata mentre avidamente succhiavo via la sua vita e sono venuta di nuovo.
Ricorderà solo una magnifica scopata con una sconosciuta, per un pò gli farà male il collo ma niente di più, lo bacio prima di andarmene, d'altronde... è stato bravo
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