Case del Dolore... Case del piacere... Sesso... Fetish... Orgasmo
Ci sono case del piacere estremo, ci sono case del dolore estremo; l’immortalità a lungo andare stanca, fa impazzire se non lo sei già e, ogni giorno qualcuno si inventa qualcosa di nuovo per andare avanti, alcuni di noi, quando non ce la fanno più, si lasciano andare al caldo abbraccio della luce del sole ed in un attimo sono cenere, solo cenere, niente più.
Nelle case del piacere, provi il paradiso, bevi sangue dolce e fresco, senti corpi caldi che scaldano il cuore arido in un’orgia di sesso incontenibile, mordi colli giovani, scopi e ti fai scopare come meglio credi, nelle case del dolore, ritrovi la rabbia, quella che ti fa andare avanti, quella che non ti fa impazzire,quella che ti ricorda come sei nata tra i corpi macilenti dove ti hanno lasciata, lì il sesso è violento, estremo, ti portano al limite e ti lasciano lì appagata.
Sono nuda, sono pronta, guardo il mio corpo nello specchio, i capelli sciolti, la croce capovolta tra i seni, bagno un dito con la mia saliva, lo passo in mezzo alle gambe, sento i miei umori, li assaggio, sono già eccitata, mi tocco ancora, sono pronta, un ultimo tiro alla polvere bianca per dimenticare ancora perché esisto poi mi avvio, il corridoio è buio, solo la luce in fondo, quando arrivo mi stanno già aspettando, la stanza è rossa, mi legano i polsi dietro la schiena, sono in cinque, mascherati, mi bendano, sento un rumore di catene, poi un dolore acuto ai glutei, urlo, vengo spinta a terra, cado in ginocchio, sento un altro colpo alla schiena, un altro e un altro ancora, sento il calore delle ferite, qualcosa mi entra in bocca, caldo, grande, mi penetra a fondo quasi a togliermi il respiro che non ho, è un cazzo immenso, mi bagno ancora solo a pensare cosa potrebbe farmi se entrasse.
Sento il rumore di una porta che i apre, sento la mano del mio profanatore che cerca di spingermi sempre più a fondo il suo pene nella gola, sento rumore di tacchi che vagano nel buio, sento un colpo di frusta, il grido di un’altra ragazza, ancora colpi di frusta.
La sua voce, calda, sento il sapore del suo sangue, è umana non è come me, cosa ci fa qui? Come spera di uscire viva? Vengo presa per i capelli, trascinata, non urlo, non do mai questa soddisfazione, di colpo, mi ritrovo sangue caldo in bocca, lo lecco avidamente, è dolce, è il sangue delle ferite di lei che mugola al mio fianco, l’uomo dietro di me, mi tiene per i capelli, sento che anche a lei, profanano la gola, la aprono con quel meraviglioso cazzo che prima mi gustavo.
Mi sto eccitando da paura, sento le mie labbra bagnatissime mentre mi gusto il sangue della ragazza, e continuo a succhiare anche quando qualcosa di grandissimo mi entra da dietro….